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SportivamenteLesbica alla Brescia Art Marathon 2015

Il neonato gruppo nazionale SportivamenteLesbica di ArciLesbica parteciperà alla Brescia Art Marathon del 15 marzo per promuovere la visibilità lesbica e l’impegno contro tutte le discriminazioni e costruire insieme un futuro di libertà.




#Allacciamoli

“Per sorprendere un avversario bisogna cambiare gli schemi. Nello sport, come nella vita. Paddy Power, operatore nel mercato del gaming online di origine irlandese, insieme alle Associazioni Nazionali Arcigay e ArciLesbica, lancia, per il secondo anno consecutivo, una campagna di sensibilizzazione contro l’omofobia, per chiamare a raccolta tutto il mondo dello sport nella lotta contro le discriminazioni. Lo slogan scelto - "Cambiamo gli schemi – #allacciamoli” - invita a un semplice gesto: indossare un paio di lacci color arcobaleno, a sostegno dei diritti di tutti."

www.allacciamoli.it
allacciamoli



ARCILESBICA (BRANDOLINI) BENE SENTENZA TORINO, MA ORA DECIDERA’ ALFANO? DOV’E’ IL PARLAMENTO?

La Corte d'Appello di Torino ha riconosciuto la genitorialità paritaria a due donne sposate in Spagna e madri grazie alla fecondazione eterologa realizzata in quel paese. La Corte si è espressa in tal senso per garantire la "copertura giuridica ad una situazione di fatto in essere da anni, nell'esclusivo interesse del bambino cresciuto da due donne che la legge spagnola riconosce entrambe come madri".

“Ma ora, di nuovo, l'ultima parola spetta al Prefetto – spiega Paola Brandolini presidente nazionale ArciLesbica - ossia al Ministero degli Interni a cui l'Ufficio di Stato civile torinese si è rivolto con in mano questa sentenza rivoluzionaria per chiedergli il da farsi. Cosa farà il Ministero? Emanerà di nuovo circolari per bloccare l'ennesimo tentativo di avanzamento sociale e di tutela dei cittadini e della loro vita? Quando faranno finire, Parlamento e Governo, questo balletto davvero vergognoso e tragico che decide degli aspetti fondamentali e primari della vita delle persone? Di nuovo dobbiamo dire grazie ai giudici che con senso di responsabilità e coraggio fanno, anche per quello che riguarda le persone lgbt come in molti altri ambiti della storia di questo paese è avvenuto, quello che dovrebbe fare la politica. Quando potremo guardare il nostro Parlamento e dire, non grazie in questo caso, ma: ‘Finalmente’, allora saremo in un paese davvero civile”.

Ciao Flavia, la tua forza continuerà a nutrirci

E' morta Flavia Madaschi. La nostra storica compagna bolognese di Agedo, ci ha lasciat*. Flavia aveva lo spirito e la tensione di una combattente. Era punto di riferimento della comunità lgbt bolognese e italiana tutta, in ogni battaglia. Una mamma Agedo che è stata la mamma di tante e tanti, una mamma che ci sosteneva, che combatteva per noi, che difendeva e promuoveva, che si arrabbiava anche con noi se serviva. Sempre con il rispetto e la fiducia di una madre verso i propri figli e di una compagna di lotta verso i propri compagni e compagne. Era bella Flavia. Perché era trasparente, diretta, energica.
Noi tutt* abbiamo attinto dalla sua forza, dal suo coraggio, dalla sua straordinaria capacità di esserci sempre. E le sue parole dal palco dei Pride, le sue grida, il suo orgoglio per se stessa e per noi ci infiammava e ci facevano sentire, come pochi, l'emozione per una lotta di giustizia, l'emozione per una lotta d'amore e fatta con amore.
Sarà più difficile continuare a lottare senza il tuo sorriso, senza le tue taglienti letture, senza la tua forza, senza una presenza che sembrava dire "non si può far altro che resistere, reagire, lottare". Sarà più difficile. Ma sappiamo che non ci permetterai di fare altro, anche ora. Continuare a lottare.
Grazie Flavia.

Paola Brandolini, presidente ArciLesbica Nazionale

ARCILESBICA (BRANDOLINI) RENZI SULLA FAMIGLIA E’ D’ACCORDO CON L’EUROPA O CON IL SINDACO E META’ GRUPPO PD DI FAENZA? ArciLesbica Nazionale - 17 dicembre 2014 - Comunicato stampa

"Valorizzazione e sostegno della famiglia naturale": il consiglio comunale di Faenza, e con esso il Sindaco Malvezzi, PD, si schierano a favore dell'oscurantismo che minaccia questa povera Italia

Lunedì notte il consiglio comunale di Faenza ha approvato un ordine del giorno, proposto da un consigliere di Forza Italia, che impegna il Comune in posizioni ed azioni ben precise a favore del matrimonio tra un uomo e una donna, e quindi chiara indicazione contro la famiglia rappresentata da una coppia omosessuale. Esaltazione della genitorialità eterosessuale, richiesta alla Regione di istituire la Festa della famiglia naturale (come è stato fatto anche in Veneto recentemente) fondata su un uomo e donna e di promuoverne la cultura a tutti i livelli della società civile e delle istituzioni locali, richiesta al Governo di non applicare il Documento Standard per l’educazione sessuale in Europa prodotto dall’Ufficio europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che ne prevede l'insegnamento ai bambini, richiesta al Comune di introdurre il "Fattore famiglia" come criterio di sostegno alle politiche delle famiglie a Faenza.

Contributo fondamentale all'approvazione di questo ordine del giorno è stato fornito dal Sindaco Malvezzi, PD, e da altri 6 consiglieri del suo partito.

“Mentre da una parte il Governo è fermo sul tema dei diritti civili per le persone lgbt, continuando a tenerci in sospeso con una legge contro l'omofobia approvata solo a metà e più di un anno fa, e con una proposta di legge sulle unioni civili che langue in Commissione giustizia del Senato accerchiata da discussioni tra esponenti politici fuori e dentro il PD su quali e quanti diritti sia opportuni "tenervi" dentro - dichiara Paola Brandolini presidente nazionale di ArciLesbica - a livello locale pezzi del PD sembrano agire con determinazione e senza ostacoli a difendere un solo modello di famiglia per dire ai cittadini lgbt e al governo centrale che con la parità dei diritti loro non vogliono avere nulla a che fare”.

Quanto successo a Faenza è inaccettabile, e deve essere contrastato sono solo da parte della società civile amministrata da quel Comune e da quel partito, ma deve esserlo da parte di un partito di maggioranza relativa che governa il paese e che deve assumersi la responsabilità della coerenza e della chiarezza, a tutti i suoi livelli, sul tema dei diritti civili e della promozione di una cultura inclusiva.

Il Governo, nella persona del Ministro Alfano ha attaccato con immediatezza provvedimenti di civiltà come quelli delle trascrizioni comunali dei matrimoni omosessuali contratti all'estero dietro il paravento della correttezza amministrativa e legislativa, ebbene, ci aspettiamo, rispetto alla vicenda faentina, la stessa solerzia da parte del Governo e sicuramente del Segretario del Pd, senza paraventi, ma con chiare motivazioni politiche e culturali: rispetto di tutti i cittadini, della loro dignità e diversità, coerenza con le politiche dichiarate dal Governo, e rispetto al PD degli stessi documenti interni, integrazione con le politiche europee, riduzione del conflitto sociale, inversione di un tentativo di deriva oscurantista che rischia di danneggiare e impedire il progresso sociale e civile in un momento tanto più esposto a incertezza e difficoltà socio economiche.

Se un dietro front non verrà fatto dal sindaco faentino e soprattutto se parole chiare non saranno pronunciate da Renzi su quel che è accaduto, - conclude Brandolini - non penseremo alla stantia e pavida pratica della libertà di coscienza così cara ai politici di questo paese e che peraltro tanti danni ha sempre fatto, ma all'incoerenza, inaffidabilità e collusione del partito di maggioranza relativa con chi vuole tenere l'Italia alle catene del privilegio, della schiavitù di poteri bigotti e liberticidi che frenano ogni possibile sviluppo vero e pieno del paese”.

SCIOPERO GENERALE, IL SOSTEGNO DELLE ASSOCIAZIONI LGBT: "NON C'È CRESCITA DOVE SI SACRIFICANO I DIRITTI"

Bologna, 11 dicembre 2014 - Anche le associazioni lgbt sostengono lo sciopero generale indetto da Cgil e Uil per il 12 dicembre. “Assieme ai lavoratori e alla lavoratrici - spiegano i e le portavoce di Arcigay, ArciLesbica, Famiglie Arcobaleno e Mit - esprimiamo dissenso e preoccupazione per la deriva dispotica e per i veri e propri arretramenti che la politica del Governo Renzi sta mettendo in campo, attraverso il Jobs Act e la legge di Stabilità, ma anche nelle numerose inottemperanze e negli impegni mai rispettati. Il modello Renzi, che promette la crescita pagandola con la moneta dei diritti, non può essere un orizzonte auspicabile per il nostro Paese. Chi ieri ipnotizzava le folle col miraggio della rottamazione di un’intera classe dirigente, quella clientelare e corrotta che ci ha portato sul ciglio del baratro, oggi va a braccetto con quella stessa classe dirigente e rottama, anziché le vergogne di questo Paese, le conquiste che ne hanno illuminato il cammino democratico.

Siamo gay, lesbiche e trans ma siamo anche lavoratori e lavoratrici come tutti: per questo, dallo sprofondo della totale assenza di riconoscimento delle nostre identità e dei nostri diritti, non siamo affatto disposti e disposte a legittimare arretramenti in tema di tutele. E allo stesso modo riteniamo inammissibile lo stile padronale con cui il Governo Renzi volta le spalle alle parti sociali, delegittimando i luoghi del sindacato e dell’associazionismo, preferendo ad essi la grande imprenditoria e l’alta finanza, e arroccandosi nel marcio di una cultura partitica che quotidianamente svela scheletri nell’armadio, storie di abusi, truffe, corruzioni, peculati, disonestà che sono la prima causa della crisi in cui questo Paese da anni agonizza. Chi ci governa schiva con codardia ogni responsabilità: così spetta ancora una volta al sacrificio dei lavoratori e delle lavoratrici e di chi già vive nell’assenza di diritti, pagare il prezzo del malcostume di quei pochi cinici che ancora ballano tronfi sulla macerie di un’economia che avrebbe dovuto far da traino all’Europa.

La democrazia è il potere del popolo: a una classe politica che già ha svuotato attraverso una legge elettorale incostituzionale il senso della rappresentanza, non permetteremo di esercitare il potere senza una vera concertazione con la società civile. I toni umilianti e le scrollate di spalle offendono la nostra Storia e allontanano le mete di civiltà per le quali le istituzioni sovranazionali da anni richiamano l’Italia.. La protesta è quindi necessaria e improcastinabile e a questa protesta noi esprimiamo pieno e convinto sostegno".

Cresce la campagna di odio omofobico Assemblea nazionale ArciLesbica, Bologna 30 novembre - Comunicato stampa

Sono apparsi in molte scuole di Milano manifesti di Forza Nuova che inneggiano alla famiglia etero e creano allarme contro un (inesistente) pericolo omosessuale e chiedono ai genitori di denunciare chi parla di omofobia nell'educazione impartita a scuola.
Nonostante questi manifesti facciano una finita critica alla debolezza della curia di Milano, protagonista di una schedatura delle scuole anti omofobia solo due settimane fa, l'asse clerico fascista non potrebbe essere più chiaro di così.
La crociata contro gay-lesbiche-trans è una campagna vigliacca contro una minoranza pacifica ma tuttora ingiustamente privata di diritti. È facile attaccare chi è indifeso e, dopo i rom, le destre attaccano noi. Ma non siamo in pericolo solo noi, le destre (Alfano, Salvini, Forza Nuova, Le sentinelle in piedi) vanno contro la coesione sociale e lamentano i sentimenti più cattivi, egoisti, violenti e superstiziosi nella società italiana, già piegata dalla crisi economica.
È urgente una manifestazione di tutte le forze laiche e democratiche a Milano per respingere questa schiuma omofobica e razzista.
È urgente anche una risposta delle scuole e il Ministero dell'Istruzione contro questo assalto omofobico affinché si prepari fon d'ora la giornata del 17 maggio contro l'omofobia.

Paola Brandolini, presidente nazionale ArciLesbica
Lucia Caponera ArciLesbica Roma
Franca Chiarello ArciLesbica Il Riparo Padova
Yvette Corincigh ArciLesbica Udine
Ines Fabian ArciLesbica Queerquilia Treviso
Cristina Gramolini ArciLesbica Zami Milano
Melissa Ianniello ArciLesbica Bologna
Elena Lazzari ArciLesbica L'Altra Venere Trento
Francesca Logli ArciLesbica Pisa
Vera Pappalardo ArciLesbica xx Bergamo
Stella Pirola ArciLesbica Novara L'Isola che c'è
Roberta Vannucci ArciLesbica Firenze
Cristina Zannella ArciLesbica Ferrara

In ricordo di Leslie Feinberg

Abbiamo conosciuto Leslie Feinberg nel 2004, quando è venuta in Italia per parlarci del suo romanzo autobiografico-teorico “Stone butch blues”, pubblicato da Il Dito e La Luna e tradotto da Margherita Giacobino e Davide Tolu, e per incontrare il movimento lesbico e quello FtM, che all’epoca stava nascendo e chiedeva riconoscimento. Il tour di Leslie contribuì all’elaborazione dell’incontro umano, politico e teorico fra lesbiche ed FtM,
aiutandoci ad attraversarlo e viverlo appieno. Non voleva essere un modello, né dare risposte facili, e ci ha mostrato che è possibile tenere insieme complessità e semplicità, discostandosi dalle rigidità dei sistemi in cui siamo immerse, senza per questo far finta che non esistano.
Le esprimiamo la nostra gratitudine per la sua generosità. A Minnie Bruce Pratt, che ricordiamo con affetto (anch’essa venne all’epoca in Italia e contribuì alle riflessioni fatte insieme), un pensiero di vicinanza.

Il sito di Leslie Feinberg: http://www.transgenderwarrior.org/

ArciLesbica Nazionale

Con piacere segnaliamo anche questo ricordo-racconto: http://www.davidetolu.it/traduzioni.html

La 64' Assemblea Nazionale dà avvio al VII Congresso: a Cagliari 27-28-29 marzo 2015

Il 21 settembre, la 64' Assemblea nazionale delle socie ArciLesbica tenutasi a Bologna, ha dato avvio alla fase che porterà al 7' Congresso Nazionale. Sede del Congresso, dal 27 al 29 marzo 2015 sarà la città di Cagliari.
Il 30 novembre prossimo si terrà a Bologna l'Assemblea che vedrà la presentazione delle tesi congressuali da parte della segreteria uscente ed eventuali ulteriori documenti o contributi da parte delle socie e dei circoli.
Si apre nell'associazione una riflessione che la porterà a interrogarsi sul proprio ruolo e sui modi migliori per essere presente ed incidere, non solo nel miglioramento della vita delle lesbiche, ma anche nello sviluppo sociale e politico del paese.

UNIONE EUROPEA BOCCIA DI NUOVO IL GOVERNO SUI FONDI STRUTTURALI​:​ MANCANO ​ANCHE ​ INTERVENTI SULLE DISCRIMINAZIONI Roma, 1 luglio 2014​ - Comunicato stampa

L’Unione Europea ha rinviato di nuovo a Roma l’accordo di Partenariato con più di 200 rilievi, ottima occasione per Renzi di tappare il buco sulle discriminazioni. Chiediamo incontro con il Ministro Poletti.


L’Unione Europea ha di nuovo rispedito al mittente l’Accordo di Partenariato che il Governo italiano aveva inviato (per la terza o quarta volta) al loro esame. Questa volta gli appunti della Commissione sarebbero “solo” 200, o giù di lì. È una buona notizia per chi si occupa di discriminazioni in Italia perché in questo modo il Governo Renzi potrà modificare il testo e reinserire tra gli obiettivi individuati la “Lotta contro tutte le forme di discriminazione e per la promozione di pari opportunità”.

Come è noto l’Accordo di Partenariato è essenziale per l’accesso ai fondi strutturali (in primo luogo FSE e FESR) che rappresentano l’unica fonte consistente e certa per sviluppare le politiche di inclusione sociale. Contravvenendo alle indicazioni che provenivano dall’Unione Europea (i Regolamenti parlano chiaro) nella proposta di Partenariato era stato cancellato questo punto, e il tema della lotta contro le discriminazioni diluito in tante piccole azioni che non prevedevano un’azione decisa per tutte le aree di discriminazione previste dall’Unione Europea. Guarda caso, quel documento non citava MAI l’orientamento sessuale e l’identità di genere tra le cause di potenziale discriminazione che invece l’UE prevede.

Preoccupazione inoltre destano le notizie che circolano sulla redazione di un PON Inclusione sociale (strumento operativo che dovrebbe seguire l’Accordo di Partenariato). In una recente riunione del tavolo tecnico le linee di indirizzo che emergono sono quelle di affidare all’UNAR unicamente le iniziative a favore dei ROM, Sinti e Camminanti, senza citare alcuna altra categoria di persone potenzialmente vittime di discriminazione. Se confermate queste notizie sarebbero inaccettabili, oltre che presagio di un futuro dell’UNAR “normalizzato” alle sole iniziative a favore dei ROM. Normalizzazione richiesta a gran voce dai tanti fondamentalisti che su questo terreno si sono mossi.

Le associazioni chiedono un incontro al Ministro Poletti per avere delucidazioni sul futuro della lotta contro le discriminazioni (tutte) attraverso i fondi strutturali e in generale sull’impegno che il Ministero deve compiere per le persone a rischio per orientamento sessuale e identità di genere.

Fiorenzo Gimelli – AGEDO
Flavio Romani – Arcigay
Paola Brandolini – ArciL​esbica
Yuri Guaiana – Associazione Radicale Certi Diritti
Aurelio Mancuso – Equality Italia
Giuseppina La Delfa – Famiglie Arcobaleno
Porpora Marcasciano – MIT
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Frequenze lesbiche

E' un blog collettivo che nasce con l’obiettivo di creare uno spazio di condivisione politica, sociale e culturale dove possano dibattere tra loro voci diverse sui temi della comunità LGBTIQ.
Frequenze Lesbiche è prima di tutto visibilità, dell’esperienza e r-esistenza lesbica. È un blog composto dalle donne che lo curano e dai commenti di chi lo frequenta: singol*, collettivi, associazioni. Frequenze che diventano frequentazioni.


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VII Congresso Arcilesbica - Cagliari 2015
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new european anti discrimination legislation



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