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Ancona, 12-14 novembre 1999: II congresso nazionale

Documenti politici approvati dal II congresso nazionale (Ancona, 12-14 novembre 1999):

2. BREVE VALUTAZIONE DELLA SITUAZIONE POLITICA IN ITALIA E DEI SUOI POSSIBILI SVILUPPI

La nostra associazione è nata lo stesso anno della vittoria dell’Ulivo, che molte speranze di cambiamento aveva suscitato: in questi tre anni abbiamo dovuto accorgerci che la questione omosessuale non è nell’agenda del governo e che la sinistra pensa soprattutto a non perdere l’alleanza con i popolari. Ci si ripete che occorre cautela e pazienza. Però, limitatamente ai fatti rilevanti per la questione omosessuale, abbiamo visto la sinistra concedere finanziamenti alle scuole cattoliche o prodigarsi nella stesura di un testo ossequioso che vietava alle singole l’accesso alle Tecniche di Riproduzione Assistita (TRA), ed escludeva le coppie dello stesso sesso. Quest’ultima offerta, come si sa, ha reso i cattolici dei due schieramenti tracotanti al punto da imporre alla Camera addirittura il divieto dell’uso di gameti da donatore e la revisione della legge sull’aborto. L’imminenza del Giubileo promette l’egemonia del mondo cattolico sull’attualità politica e culturale con le ovvie conseguenze per le nostre rivendicazioni. Il governo italiano ha spesso ventilato, per bocca dei suoi ministri, interventi concreti a favore dei cittadini e delle cittadine omosessuali, riconoscendo loro un’oggettiva necessità di tutela e di riconoscimento, in riferimento alla Risoluzione di Strasburgo del 1994. Nessuna delle proposte di legge depositate in Parlamento che riguardano i diritti civili è stata finora neppure discussa.

E’ il compromesso politico e culturale che vige fra sinistra di governo e cattolici che impedisce a queste proposte di diventare leggi dello Stato, che impedisce a questo governo di mantenere una promessa fatta al movimento. Ora che in Francia è stato approvato il PACS (Patto di Solidarietà Civile) dobbiamo premere affinché anche in Italia vengano riconosciute le Unioni Civili per le persone omosessuali.

Ci auguriamo che in tempi rapidissimi almeno la proposta di legge contro le discriminazioni all’esame della Commissione Affari Costituzionali, e che porta la firma di un parlamentare del PPI (lo stesso si dichiara tuttavia contrario alle adozioni e alle tecniche di riproduzione per le lesbiche), venga approvata.

Sondaggi e consultazioni elettorali dicono che il Polo prevale nelle preferenze: la moderazione della sinistra non ha sortito consenso. In tutta Europa i governi di centro-sinistra, ultimo quello della Germania di Schroeder, mostrano un sensibile indebolimento a vantaggio di vecchi regimi e nuovi nazionalismi, mentre si rafforzano gli interessi dei grossi capitali e delle holding finanziarie. Le destre sono molto pericolose per tutti e anche per le persone omosessuali, la loro ipocrisia accompagna una volontà retriva di gratificare il Vaticano, di mettere in atto politiche di intolleranza verso stranieri e diversi, di rendere docile e omologato l’intero corpo sociale, con la consueta insofferenza per la democrazia. E’ possibile che le destre conquistino la maggioranza alle prossime elezioni politiche e che si apra un lungo periodo di egemonia reazionaria: i poteri forti sono tentati dalle soluzioni più sbrigative delle destre, mentre i sostenitori naturali delle sinistre potrebbero essere delusi e svuotati. Non possiamo essere equidistanti fra destra e sinistra, ma neppure restare subalterne alle compatibilità governative: occorre esercitare una forte pressione sulla sinistra, pretendere che non si limiti a prese di posizione strumentali cui non seguono mai fatti.

In questo clima poco confortante si aggiunge la sentenza assolutoria di Andreotti, che rischia di ripiombarci in piena Restaurazione. La riabilitazione di Andreotti tenta di assolvere anche una Grande Epoca – così la definiscono i giornali – che, ricordiamolo, corrisponde ad una stagione politica torbida e nefasta. Il tentativo di legittimazione che segue questa sentenza può aprire – soprattutto in Sicilia – una fase di rilancio di logiche politiche pericolose.

La caduta di Bologna in mano a Guazzaloca, d’altro canto, dovrebbe fare riflettere e correre ai ripari, mobilitando energie che scuotano la società ed evitino la consegna del Paese alle destre.

C’è anche da segnalare il pericolo-Bonino: il suo passato può trarre in inganno molte donne che potrebbero vedere in lei una libertaria, sostenitrice dei diritti delle donne, e l’unica donna protagonista in un panorama politico maschile deprimente. Anche le lesbiche possono cadere vittime di tale illusione, mentre va smascherata la politica avventuristica di Bonino-Pannella, alleati al fascista e antisemita Le Pen nel Parlamento Europeo, sostenitori nel ’94 di Berlusconi e compagnia e oggi affiancati da AN nella furia referendaria tesa a americanizzare la politica, cioè a svuotarla di diritti reali e a sottrarla alla società.

La nostra associazione si deve collocare chiaramente a sinistra e disincentivare le adesioni alle idee di destra. Dobbiamo essere vigili contro il pericolo di un ritorno della destra al governo e contro l’aumento di episodi di violenza suscitati e spesso anche organizzati da gruppi di destra e neo-nazisti, come nel caso della Germania e dell’Inghilterra, ma anche Torre del Lago e di Bologna. Per tali ragioni pretendiamo, non solo in Italia ma in tutta Europa, l’applicazione del trattato di Amsterdam che riguarda i diritti di gay e lesbiche.


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