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Judith Halberstam di Walter Rovere PDF Stampa E-mail

Luo e Arcilesbica presentano:

Giovedì 18 maggio 2006
Cassero, Groundfloor, ore 19.00

IN A QUEER TIME AND PLACE
incontro con Judith Halberstam
introduzione di
Federica Frabetti
conduce Walter Rovere

A seguire, proiezione di:
Angelina Zontine: Go!mitolo (video, 3')
Cronaca di una giornata pericolosamente pericolosa dell'Agente Quotidiano (video, 3')
ore 19.00 APERITIVO MUSICALE !!

 

foto Judith Halberstam In che misura la ridefinizione di modelli di mascolinità alternativi a quelli dominanti proposta da film come The Full Monty e Austin Powers è debitrice delle parodie delle figure maschili attuate negli spettacoli dei Drag King? Che significato si deve dare all’improvvisa emergenza del corpo transgender nei film, nelle arti visive e perfino nella cultura popolare dell’ultimo scorcio di secolo? Analizzato cercando di astrarre dall’emozione provocata dal suo caso, il modello identitario inteso come inversione di genere rappresentato da Brandon Teena si deve considerare anacronistico? La riluttanza dei giovani gay e lesbiche a definirsi rifiutando di “venire etichettati”, e l’attuale celebrazione della “flessibilità” nell’orientamento e nel genere, sono segni di progresso e liberazione, o non sono pericolosamente vicini al concetto sinistro di “flessibilità” nel mercato del lavoro neo-capitalista - rendendo queste nuove politiche sessuali i bastioni di una cultura gay depoliticizzata e felice di abbracciare solo i tradizionali valori familiari e consumistici?
All’opposto, una vita non condizionata dalla riproduzione e dal rispettare obblighi di cadenze orarie e di stabilità necessarie per crescere i figli assicurandosi infine di trasmettere loro un’eredità, ha promosso – non solo nei gay e nelle lesbiche ma in tutta una serie di soggetti sottoculturali che tendono a rovesciare la notte per il giorno e a vivere di economie precarie – concezioni “diverse” (queer) del tempo e dello spazio che privilegiano l’instabilità, la velocità e il “perpetuo presente” sulla continuità sociale, al punto che si può pensare, con Michel Foucault, che l’omosessualità venga percepita dalla società come una minaccia molto di più in quanto “modo di vivere” che come “modo di fare sesso”.
Sono queste alcune delle provocatorie tesi che Judith Halberstam sostiene nel suo ultimo libro pubblicato nel 2005, In a Queer Time and Place. Per la prima volta in Italia, la studiosa americana, divenuta nota per il suo straordinario precedente saggio sulla “mascolinità femminile” Female Masculinity e teorica e promotrice del fenomeno Drag King (ma che si è occupata anche delle implicazioni culturali e politiche del cinema horror), illustrerà il suo percorso teorico, anticipandone anche gli ulteriori sviluppi che costituiranno il corpo della sua prossima pubblicazione.

(Walter Rovere)

Judith Halberstam è docente al dipartimento di Inglese dell’Università della Southern California di Los Angeles.
Ha pubblicato i volumi Skin Shows: Gothic Horror and the Technology of Monsters, Female Masculinity, e In a Queer Time and Place, ed è coautrice, assieme a Del LaGrace Volcano, del The Drag King Book.
Federica Frabetti è dottoranda in Media Communications al Goldsmiths College di Londra.
Ha curato la voce “Postumano” nel Dizionario degli Studi Culturali (Meltemi) e il capitolo “Bots, Sims, Norns e altre specie. Storie di vita artificiale”, nel volume Figure della complessità. Genere e intercultura (Cuec).
Angelina I. Zontine è una drag king originaria di Seattle, ed è dottoranda in Antropologia culturale all’University of Massachusetts di Amherst.