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13 Febbraio 2011
ore 10:30 - Piazza Prefettura, Bari
SE NON ORA QUANDO?

ArciLesbica
aderisce con entusiasmo alle manifestazioni del
13 febbraio “Se non ora quando?” e invita alla
partecipazione tutte le sue socie.
Riteniamo
importante partecipare a un momento collettivo
di ribellione e di presa di parola delle donne
rispetto a tutta una serie di temi, dal sostrato
comune, che condizionano la qualità delle nostre
vite.
La rappresentazione e l’utilizzo dei nostri
corpi, dei nostri ruoli all’interno del sistema
sociale, del nostro valore forniti dalla
–pseudo- cultura dominante sono miserabili e ci
vorrebbero costringere all’oggettificazione
totale. Rappresentazione rilanciata negli
ultimi vent’anni a partire dalle gesta di Silvio
Berlusconi, ma che va ben al di là della sua
individualità, impregnando cancerogenamente di
becero maschilismo ogni strato della società
italiana. Rappresentazione che è costitutiva del
sistema di relazioni politiche e di potere
dell’attuale governo, in un circolo vizioso per
cui ognuno di questi aspetti, la cultura, la
politica, il potere, rinforza e contribuisce a
plasmare l’altro.
Non condividiamo le chiamate a “tirarsi fuori”
di chi teme che queste manifestazioni potrebbero
essere strumentalizzate. Sentiamo invece
l’urgenza di spezzare un sistema che spaccia per
libertà la disponibilità a lasciarsi corrompere
e a farsi complici per soldi di ogni malefatta
del governo.
Partecipare alla manifestazione del 13 non è di
per sé più significativo dell’impegno politico,
culturale, di volontariato, che molte di noi
agiscono quotidianamente in prima persona,
spesso “silenziato” o non riconosciuto, poiché
la stessa titolarità delle donne ad abitare lo
spazio pubblico è messa continuamente in
discussione. Partecipare in quanto lesbiche,
però, contribuirà a testimoniare la nostra
stessa esistenza con un’azione di visibilità
delle nostre pratiche e farà sentire il nostro
punto di vista all’interno del movimento
spontaneo che si sta creando: con una nuova
alleanza delle donne, tutte insieme, avremo
senz’altro più voce.
Dopo lo scandalo della pedofilia nella Chiesa,
oggi l’altro blocco di potere che ha avversato
il riconoscimento dei diritti delle persone
omosessuali è accusato di promuovere la
prostituzione minorile. “I sudici ci hanno
chiamato sudici”, è ora che se ne vadano e che
il paese volti pagina.
La segreteria di
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